Gennaio 2020

Nel tempo liturgico del Natale, siamo invitati a contemplare il mistero grande dell’incarnazione. Non smettiamo mai di stupirci del dono immenso che Dio ci ha fatto, suo Figlio. Ogni vita è segno di speranza, quanto più allora deve esserlo la venuta del Signore in mezzo a noi. Offriamo in questa giornata la nostra preghiera e le nostre azioni al Signore per tutti coloro che si occupano della direzione spirituale e del discernimento vocazionale. Sappiano aiutare a leggere nelle pieghe dell’esistenza i prodigi che Dio compie nella vita di ciascuno e, avendo come modello Gesù, sappiano farsi canali della sua volontà per quanti accompagnano nel cammino spirituale e vocazionale.

PREGHIAMO

Dio di bontà e di misericordia,
che ci chiedi di collaborare alla tua opera di salvezza
manda numerosi e santi operai per la tua vigna,
perché alla tua Chiesa non manchino mai annunciatori coraggiosi del Vangelo,
sacerdoti che ti offrano anche con la vita il sacrificio dell’Eucarestia
e che quali segni splendenti di Cristo buon pastore,
guidino il tuo popolo sulle strade della carità.
Manda il tuo Spirito Santo a rinfrancare il cuore dei giovani,
perché abbiano il coraggio di dirti sì quando li chiami al servizio dei fratelli,
la perseveranza nel seguire Gesù anche sulla via della croce
e la gioia grande di essere nel mondo testimoni del tuo amore.
O Maria, Madre dei sacerdoti, dona a tutti i membri della Chiesa pisana
la tua stessa fedeltà per testimoniare a tutti
la gioia che nasce dall’incontro con Cristo che vive e regna nei secoli in eterno. Amen.

+Giovanni Paolo Benotto

IN ASCOLTO DELLA PAROLA

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,19-28)

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?».  Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del  sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

PER ENTRARE NELLA PAROLA
(spunti di riflessione)

“Cosa dici di te stesso?” la domanda rivolta a Giovanni Battista è, in effetti, rivolta a ciascuno di noi. Mettersi alla sequela di Gesù richiede anzitutto la volontà di interrogarsi su sé stessi. La verità, l’autenticità, è un dato fondamentale per incontrare Dio. Cosa dite di voi stessi? Non quello che dicono gli altri, quello che vorreste dicessero. No: tu cosa dici di te? Il nostro mondo ci ha così brutalmente disabituato all’introspezione, a quello che una volta veniva chiamato “l’esame di coscienza”! È come se Giovanni dicesse: se non hai il coraggio di entrare “dentro” non potrai mai incontrare il Messia, né accorgerti di chi lo indica come Salvatore del mondo. Viviamo in superficie, siamo costretti a farlo. L’accelerazione del tempo riduce sempre più gli spazi da dedicare al silenzio, alla riflessione. Non abbiamo più tempo di stare in silenzio, a riflettere; non abbiamo neppure più il tempo di pregare: la fede è diventata, al massimo, un “correre” da qualche parte a prendere Messa! Cosa dici di te stesso? Giovanni Battista ha le idee chiare: lui non è il Messia, non è neppure Elia, è solo “voce” che grida nel deserto. Che bello! Il Battista non ha nessun delirio di onnipotenza! Non così il nostro mondo: ci sentiamo adolescenzialmente travolti dal delirio di onnipotenza: devi riuscire, affermarti, valere. Giovanni Battista no, non gli importa. Non approfitta neppure della sua posizione per giocare a fare il profeta. Sa che è “voce”. Parla, dice, prepara. Un po’ pochino, nevvero? Nel nostro mondo super efficiente, in cui la validità della persona si misura dalla sua produttività, il Battista sarebbe considerato un eccentrico, un fannullone, un poco di buono… che ridere! Natale è accogliere questo Dio con verità, Dio che ci svela a noi stessi.

PREGHIERA DI INTERCESSIONE

A Dio che non si stanca mai di invitarci alla sua sequela, indicando il Figlio come Maestro e modello, rivolgiamo la nostra preghiera:

Mostraci o Padre la via della vita.

  • Per la Chiesa: perché non si stanchi mai di esortare ed accogliere i suoi figli che sono in cerca della Luce li conforti e li nutra attraverso la Parola e la testimonianza. Preghiamo
  • Per le comunità parrocchiali: perché siano un punto di riferimento della carità e dell’accoglienza per ogni famiglia che vive le esperienze di gioia e di dolore. Preghiamo
  • Per coloro che si occupano della direzione spirituale e del discernimento vocazionale: abbiano la franchezza e il coraggio di Giovanni Battista per condurre secondo verità e amore le persone che accompagnano. Preghiamo
  • Per i giovani: perché non smettano di desiderare una vita fondata sui valori cristiani dell’amore vero e dell’altruismo. Preghiamo

PADRE NOSTRO

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